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Dopo dieci giorni dal Digital Venice 2014, apro Facebook e trovo ancora post che rimandano al video in formato sfottò del discorso in inglese di Renzi (già c’eravamo passati con Berlusconi, ricordate?).

Io capisco che uno sta su Fb per cazzeggiare un po’, ed è sacrosanto, ma i motteggi e le battute dopo un po’ perdono mordente e simpatia (sarà che a me i tormentoni non hanno mai fatto ridere!).

Sono riusciti a rimixare il discorso del Premier in ogni maniera: rock&roll, rap e chissàchealtro e la solfa è sempre la stessa: l’inglese di Matteo Renzi è da recupero a settembre!

 

  • La mia prima reazione: “UH! Che vergogna: Renzi parla inglese quasi peggio di me (che però non sono il Presidente del Consiglio)!”
  1. Primo pensiero collaterale alla mia prima reazione: “Si vabbè ma se è per questo nemmeno Obama, per sua stessa dichiarazione, non conosce altre lingue oltre l’inglese, eppure ha a che fare con cinesi, ispanici, olandesi e marziani!”
  2. Secondo pensiero collaterale alla mia prima reazione: “E vabbè, bisogna però dire che ha avuto coraggio: in genere i capi di stato salutano i colleghi e la stampa internazionale con un discorso di un paio di minuti in inglese e poi continuano nella propria lingua affidando ai traduttori l’ingrato compito di riportare nelle diverse lingue metafore e sfumature difficili da rendere!”
  • La mia seconda reazione: “Ma in fondo che abbiamo da criticare tanto? Io e alcuni miei amici, per fare una videochiamata su skype con coetanei francesi e tedeschi, ci siamo affidati a un’amica comune che faceva da traduttrice simultanea sennò chissà che veniva fuori! Ma forse è solo un limite mio? Boh? In ogni caso non vedo queste frotte di anglofoni intorno a me (usare parole come selfie, business plan, mobile devicemarketing non fa di voi degli anglofoni). Certo, se vado a fare un po’ di sano turismo allora riesco a comunicare e capire chi mi parla, ma di certo non riuscirei mai a fare un discorso (a braccio ragazzi!) in inglese per 30 minuti!”
  1. Primo pensiero collaterale alla mia seconda reazione: “Accipicchia, mi sa che devo investire qualche euro per pagare una madre lingua e rinfrescare un po’ il mio eloquio nella lingua della regina”!
  2. Secondo pensiero collaterale alla mia seconda reazione: “Come al solito gli italiani sono ciucci e presuntuosi!”
  • La mia terza reazione: “Si vabbè ridere e scherzare, ma alla fine che ha detto Renzi?”
    E niente, cosucce da poco: che ad ottobre presenterà al Consiglio dell’Unione europea la proposta di escludere dal patto di stabilità gli investimenti in infrastrutture digitali e che possiamo crescere soltanto se cominciamo a usare le tecnologie digitali per cambiare l’approccio a cose tradizionali, come la giustizia, la burocrazia, i pagamenti, l’identità del cittadini. OHMIODDIO! E questo qui dice cose così interessanti e noi perdiamo il tempo a ridere sul fatto che non parla bene inglese???
    La stampa internazionale, che non per fare l’esterofila è forse un po’ più seria della nostra, ha battuto i suoi (sì modesti) articoli sulle suddette dichiarazioni e non ha prodotto nemmeno una riga sull’ inglese da recupero a settembre del premier (ho sentito qualcuno dire che Vice è una rivista inglese, no vabbè aiutateci!)

Quindi che dirci ragazzi? Chi mi conosce lo sa che Renzi non è il mio politico preferito, ma bisogna avere pure l’onestà intellettuale di riconoscere (ogni tanto, va bene, soltanto una volta ogni tanto!) se uno dice cose giuste, o come minimo condivisibili! Sennò come al solito succede che “il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito” (e con questo non sto dicendo che Renzi è un saggio, per carità!).

Allora italiani miei belli: se vogliamo continuare a cazzeggiare su Fb va bene pure, ma se il dibattito politico deve ridursi al fancazzismo, tenetemi fuori, chè non mi interessa!

 

 

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