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A quasi 9 anni di distanza dal tragico incidente che una terrazza pericolante e abusiva ha portato nelle nostre vite, la situazione riguardante l’abusivismo in Italia è totalmente ridiscussa dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 56 del 2016, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 181, comma 1-bis, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137).
Inutile, direi, il lavoro svolto all’epoca dalla Procura di Salerno e dal dott. Franco Roberti, oggi Procuratore nazionale antimafia, che stabilirono i criteri di priorità  in base ai quali demolire edifici abusivi.
In questi giorni Erminio Rinaldi, procuratore aggiunto di Salerno, ha dichiarato: “In Costiera la maggior parte [degli abusi] sono commessi per rendere le case più accoglienti per gli ospiti e magari fittarle a nero, poi si scoprono alberghi e lidi […]”
A breve centinaia di reati di abusivismo in luoghi tutelati da vincolo paesaggistico saranno prescritti o annullati.
Migliaia casi di abusivismo verranno denunciati in prospettiva del pagamento di un’ammenda e non della reclusione.
Questa è l’Italia che tutela l’articolo 9 della Costituzione:
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
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