Seleziona una pagina

NapoliAdHoc Mattino

Da Il Mattino di Napoli dell’ 08-06-2014
CAPISSI DILETTA

[email protected], la app che accompagna i turisti in città

«Visitare Napoli con un napoletano è un’ altra cosa»: questoè l’incipit di Lucia Rocco, il Ceo della neonata start up Ad Hoc che, insieme a Rita Quaglia, entrambe ventottenni e archeologhe, e Fulvio Tudisco, 33 anni, storico e giornalista freelance, stanno sviluppando [email protected] Un’applicazione per smartphone e tablet che, grazie ad un sistema di geolocalizzazione e di navigazione, consentirà al turista di visitare Napoli in modo più stimolante. Può scegliere di girare liberamente perla città ed essere avvisato quando è vicino ad un sito di interesse o intraprendere, guidato dall’App, uno dei percorsi storici o tematici (gastronomico, del folklore, degli’artigiani).
«Bisogna immaginare i percorsi come linee di una rete metropolitana e i vari siti come le fermate», racconta Lucia con entusiasmo.
«Alcuni siti/fermate sono in comune a più percorsi e il turista può, in questi casi, scegliere se continuare lungo la propria “linea” oppure cambiarla come farebbe in uno snodo di qualunquemetropolitana».
E le linee quante sono?

«Ci sono oltre nove percorsi pensati appunto come le fermate di una metro».
Perché visitare la città con un napoletano è un’altra cosa?
Lucia sorride e dice: «Ogni sito di interesse è spiegato come lo “farebbe un napoletano”, in modo più accattivante ma anche aneddotico. Nello stesso tempo forniamo informazioni dettagliate e corrette come le darebbero due archeologhe. In più ciascuno di noi ha già alle spalle più esperienze, ad esempio Rita ha scritto le recensioni gastronomiche per il Gambero Rosso, in particolare sulle pasticcerie campane, Fulvio si interessa di » arte e mostre, io sono anche una blogger».
Questo comporta un valore aggiunto a [email protected]?
«Esattamente. Inoltre è possibile inviare ai maggiori social network la propria posizione e condividere immagini e impressioni relative al luogo in cui si trova il turista». Ma chi sviluppa l’App?
«Ci siamo affidati ad una web agency di veri esperti. Noi invece diamo contenuti ed affiniamo continuamente l’idea».
Ma come è partita?
«Osservando i turisti a Napoli che sembrano a volte disorientati anche avendo una guida in mano. Passano accanto a dei tesori d’arte, o anche accanto a luoghi caraneristici della città, ma se li perdono perché non sono segnalati».
Certo essere supportati da due archeologhe… Lucia smorza un sorriso:
«Rita ed io volevamo fare le archeologhe, io sono specializzata negli affreschi pompeiani, mentre Rita in epigrafia latina. A noi si affianca Fulvio con la sua conoscenza storica ed m più si aggiungono aneddoti e informazioni curiose, tipo anche dove mangiare la trippa, piatti e dolci tipici, luoghi a volte non presenti nelle guide turistiche».
Che interesse sta riscuotendo?
«Dopo la presentazione a “NaStartup”, l’iniziativa di Bavarese, Prigiobbo e Morgante, abbiamo avuto diversi contatti, anche da parte di investitori napoletani e non, allora ci siamo subito costituiti».
Avrete bisogno di fondi?
«Al momento mettiamo i nostri soldi, parte cipiamo ai bandi ma sono sempre così complicati».
Vi siete dati dei tempi?
«Sì, ad ottobre lanciando l’App, anticipando le affluenze dei turisti di novembre e dicembre. Però abbiamo fissato un tempo massimo di tré anni per capire se riusciamo a fare impresa».
Ma non sarebbe il caso di collaborare con le altre start up che propongono questo tipo di App?
«Certo potrebbe essere utile l’idea di sviluppare il coworking. Noi abbiamo tentato di fare uno spin off con l’Università su un progetto per Pompei, anche qui l’archeologo che ti porta perniano, ma troppa burocrazia. Bisognerebbe tanto semplificare, devi ricorrere ai commercialisti per partecipare ai bandi di Invitalia, fortunatamente ci sono gli amici… »