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Il 1 dicembre 1970 entrava in vigore la legge sul divorzio!

Nonostante l’opposizione della Democrazia Cristiana, del Movimento Sociale e del Partito di Unità Monarchica, il testo di legge n. 898, detto “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, divenne legge grazie al voto favorevole del Partito Socialista, di quello Socialista Italiano di Unità Proletaria, del Partito Comunista, del Partito Socialista Democratico, di quello Liberale e del Partito Repubblicano.
Gli antidivorzisti si organizzarono per abrogare la legge attraverso la promozione di un referendum (che si tenne nel 1974) e che, come ci racconta la storia, confermò la legge sul divorzio.

L’Italia entrava nell’era della modernità, passo dopo passo, sulla strada lastricata dalle indicazioni della Carta Costituzionale che, come ebbe a dire Nilde Iotti nel suo discorso alla Camera il 25 novembre del 1970, fu frutto di «quell’incontro fra forze con una comune esperienza politica (la Resistenza, ndr) e non con una comune eperienza ideologica». Perchè sottolineare questa definizione della Costituzione? Perchè la Democrazia Cristiana durante il dibattito parlamentare tentò in più riprese di “interpretare” l’articolo 29 (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio“) per sostenere l’incostituzioanlità della legge sul divorzio.

Ma che volevano intendere in realtà i Padri Costituzionalisti per “società naturale“?

Con questa espressione la Costituzione afferma che  la famiglia è un fenomeno che preesiste al diritto, è una realtà fondamentale dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana di ciascun cittadino, realtà che la società e la politica interpretano e ne guidano gli scopi accettandola per come è. mariagepourtous

La Costituzione, affermando che “la famiglia è fondata sul matrimonio“, non si pronuncia in nessun caso sul fatto che il matrimonio deve essere consentito solo a coppie costituite da partner di sesso diverso. 

Una coppia nella quale le due parti si prestano vicendevolemente assistenza, vivono nella stessa dimora e condividono fortune e dolori è di fatto una famiglia, ovvero quel fenomeno che preesiste al diritto e che viene definita dalla Costituzione “società naturale”. Se le coppie appena descritte sono composte da partner eterosessuali o omosessuali, per la Costituzione non sembra esserci differenza. 

Oggi sono 45 anni dalla promulgazione della legge sul divorzio. L’Italia entrava, sul solco delle direttive dei molto più che saggi Padri e Madri Costituenti, nell’epoca della modernità, comprendendo come la società stesse cambiando e adeguando la legge alle nuove esigenze.

Dopo 45 anni la società è pronta per un ulteriore passo in avanti: riconoscere legalmente le coppie di fatto che non sembrano avere tutele dalla società.

E’ la società che ce lo chiede ed è la Costituzione che ce lo consente.

 

 

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