Seleziona una pagina

I grandi mutamenti della natura sono il frutto di lenti cambiamenti che le specie, di generazione in generazione, aggiungono al loro bagaglio genetico.

Per le grandi invenzioni, come anche per le “rivoluzioni tecnologiche”,  la regola è la stessa: quasi mai un’invenzione è “nata dal nulla”, ma è sempre stata il prodotto di tante piccole innovazioni che, sommate, hanno prodotto qualcosa che ha cambiato il mondo.

Chi potrebbe mai credere che i primi passi dell’informatica siano stati mossi agli inizi dell’800?

Ada-Lovelace  Charles Babbage e Ada Lovelace  furono due matematici londinesi che lavorarono a un progetto visionario: la “macchina analitica”,  il primo prototipo di un computer meccanico pensato per eseguire compiti generici.

Ada Lovelace (figlia del celebre poeta Byron) si interessò fin da giovane agli studi di Babbage e alla sua macchina analitica: la sua passione e sfida era l’idea dello studioso di poter inventare una congegno che calcolasse in autonomia, e in maniera del tutto automatica, anche operazioni complesse. 

charles babbageLa macchina non fu mai costruita, ma tra gli appunti di Ada si rintracciò, oltre all’idea di usare schede perforate per far funzionare il congegno, anche un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli, considerato il primo algoritmo inteso per essere elaborato da una macchina.

algoritmo lovelace babbage

Nel 1953, più di cento anni dopo la morte della giovane matematica, furono ripubblicate le sue note sulla macchina analitica di Babbage. La macchina è stata riconosciuta come un primo modello per il computer e gli appunti di Ada come una descrizione di un computer dotato di software.

La tecnologia è andata ben avanti rispetto alle moltiplicazioni a due cifre ipotizzate da Babbage, ma cosa sarebbe realmente potuto accadere senza due visionari come Lovelace e Babbage? Non possiamo saperlo e gliene siamo profondamente grati.