define('WP_CACHE', true); //Added by WP-Cache Manager define( 'WPCACHEHOME', '/var/home/livenet/htdocs/luciarocco/www.luciarocco.it/wp-content/plugins/wp-super-cache/' ); //Added by WP-Cache Manager $wpsc_last_post_update = 1504080990; //Added by WP-Cache Manager La camorra, si, è un elemento costitutivo di Napoli | Lucia Rocco
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Non conosco le premesse che hanno portato la Presidente della Commissione parlamentare Antimafia a dire che la camorra è un elemento costitutivo della città di Napoli e della Campania, e sono certa che non potrebbero felicemente sintetizzarsi in una dichiarazione alla stampa, né tanto meno in un post su un social network o in questo blog.

Una cosa però la so: se vivi da 30 anni in questa città avrai sicuramente avuto modo di avere tante e tali esperienze che non puoi non essere d’accordo sulla tanto incriminata affermazione della Bindi.

Mi dispiace che tanti napoletani si siano sentiti offesi, sinceramente non ne capisco il motivo. Ho trovato intellettualmente onesto e doveroso che qualcuno abbia osato togliere il masso dal sepolcro imbiancato che è questa città.

Prima di suscitare il disprezzo di chi legge, voglio rassicurarlo: per convenienza e semplicità, qui tenderò a generalizzare.

A Napoli la camorra esiste in tutta la città, in tutti i quartieri e in tutti i ceti sociali.

Così come, sempre a Napoli, esistono meravigliose realtà anti-camorra, dalle forze dell’ordine alle numerose associazioni di volontari, dalla magistratura ai cittadini che ogni giorno fanno il loro sacrosanto dovere nei rispetti della legalità.

Come in un organismo malato nel quale esistono i virus e gli anticorpi, è indubbio che in questa città convivono due anime che si prendono quotidianamente a spallate, spesso nell’indifferenza e nell’incomprensione generale.  

Non voglio parlare delle grandi famiglie che gestiscono i traffici di droga, armi e munnezza, e che semmai, come è vero, fanno studiare i figli nelle migliori scuole per poi aprire “specchiate” imprese fuori Napoli. Non voglio nemmeno parlare delle “baby-gang” (come qualche ha osato definire gruppi di veri delinquenti di sedici e diciasette anni) o della “delinquenza comune“, degli scippi, dei furti e dei parcheggiatori abusivi con piglio da estortori.

La camorra rimane un elemento costitutivo della città di Napoli per il semplice fatto che la camorra non è un organizzazione, una setta o una cupola, non è un tipo di criminalità o delinquenza, la camorra è, parafrasando la definizione di Marc Monnier del lontano 1862, quell’atteggiamento di abuso di influenza o di potere, col quale si prelevano diritti in maniera arbitraria e fraudolenta e che esiste in tutte le classi della società.

Far finta che questo non sia vero, negarne l’evidenza, non solo è meschino, ma notevolmente dannoso, perché la “vera filantropia deve aver maggior coraggio. Dichiariamo risolutamente che la pallottola è nella ferita, e che è mestieri (è necessario, nda) estrarla. In politica come in chirurgia non è l’illusione che salva, ma la verità” (Monnier, La camorra, 1862).