define('WP_CACHE', true); //Added by WP-Cache Manager define( 'WPCACHEHOME', '/var/home/livenet/htdocs/luciarocco/www.luciarocco.it/wp-content/plugins/wp-super-cache/' ); //Added by WP-Cache Manager $wpsc_last_post_update = 1504080990; //Added by WP-Cache Manager Il mio nome: Lucia | Lucia Rocco
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Oggi è Ognissanti e la pagina Facebook Ispirazioni Quotidiane per Blogger mi ha dato davvero un bel pretesto per ritornare sul mio blog.

Mi sarei dovuta chiamare Lucilla e invece mi chiamo Lucia. 

Da ragazzina mia madre trovò in spiaggia un braccialetto col nome Lucilla e pensò che sarebbe stato un bel nome per una figlia. Meno male che poi ha cambiato idea oppure che ha conosciuto mio padre, figlio di mia nonna Lucia, e per questo si accordarono per questo onestissimo compromesso.

Lucia è un nome che ho sempre amato e sul quale mi sono spesso trovata a meditare circa l’influenza che ha avuto su di me.

In primo luogo Lucius (e quindi Lucia) deriva da lux = luce ed era uno dei praenomen più diffusi in epoca romana: sembra che venisse dato ai bambini che nascevano alle prime luci dell’alba. In effetti anche io sono nata all’alba, quindi su questo ci siamo!

Il significato del nome mi ha sempre fatto pensare di dover avere in ogni occasione un comportamento limpido e un atteggiamento “luminoso”. Posso dire, alle soglie del mio 31° compleanno, che meschinità e pessimismo non sono proprio tipici della mia condotta morale ed etica, e di questo ne vado davvero fiera!

Ho letto su Wikipedia che Lucia è stato anche il 7° nome più diffuso in Italia nel XX secolo, eppure non conosco molta gente che porta il mio stesso nome. Capita infatti che quando sento qualcuno che per strada grida “Lucia!” io mi giro di scatto, non credo succeda la stessa cosa a un Mario o a una Anna. Ma forse a Napoli Lucia è un nome meno diffuso che altrove.

225px-SantaluciaAh la geografia! In effetti Lucia è particolarmente diffuso a Messina, della quale Santa Lucia è la patrona.

Santa Lucia sembra sia stata davvero una donna strarodinaria. Un racconto della sua vita ce lo fornisce il cosiddetto Codice Papadopulo che descrive Lucia come donna fiera e pura. Si racconta che, recatasi al santuario di Sant’Agata per chiedere una grazia in favore della sua madre malata, la santa le disse Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? e così fu: la giovane Lucia, già promessa sposa a un ricco signore siracusano, in seguito alla guarigione della madre decise di dedicare la sua vita alla fede per Cristo.

Si era all’epoca della Tetrarchia (tra il III e il IV secolo d.C.) e con Diocleziano e Galerio i Cristiani persero via via sempre più diritti (politici e civili), fino alla Grande Persecuzione degli anni 302-313.

La ragazza fu condotta dinnanzi all’arcone Pascasio che minacciò Lucia di lasciarla morire facendola violentare dal popolo. “Non viene deturpato il corpo se non dal consenso della mente” rispose lei e aggiunse che niente sarebbe riuscita a distoglierla dal suo proposito. La storia racconta poi dei tentativi che furono fatti per trascinare la prigioniera: decine di uomini, buoi e corde non riuscirono a spostare la giovane di un solo centimetro. Il supplizio quindi fu commutato in pena di morte: Lucia, prima di essere decapitata, profetizzò la caduta di Diocleziano e Massimiano e la propria santità.

La storia “ufficiale” non fa alcun riferimento al martirio della giovane alla quale, la tradizione popolare racconta, sarebbero stati strappati gli occhi. Il fatto che oggi sia considerata protettrice dei ciechi e degli oculisti (e non nego che prima di operarmi agli occhi un pensiero glielo indirizzai) sembra che sia motivato più dall’etimologia del suo nome che non da un martirio mai avvenuto.

Pur non essendo cattolica, ho sempre amato particolarmente la figura di Santa Lucia: gli atti del suo processo la descrivono come una donna intelligente e caparbia, gentile e fiera, una vera icona di femminilità!

Ritornando a Lucia, chè la lunga degressione sulla santa mi ha fatto allontanare dal “tema del giorno”: non potrei essere più felice di portare un tale nome, non amo particolarmente i suoi diminutivi e nè i vezzeggiativi, tuttavia in giro per il web mi piace farmi chiamare Lux!

Mi sarei dovuta chiamare Lucilla e invece mi chiamo Lucia. 

Mi domando che persona sarei stata se mi fossi chiamata diversamente: non lo so, so soltanto che mi piace il mio nome e come mi influenza col suo significato!